#DecretoClima

10 Ottobre 2019

 

Dopo diverse settimane di trattative, il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Clima proposto dal Ministro del''Ambiente Sergio Costa.

 

Alcune bozze circolate nei giorni scorsi avevano fatto ben sperare: si parlava di taglio ai sussidi ai combustibili fossili, di un Comitato Interministeriale sui Cambiamenti Climatici, di un Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) "verde". Ebbene, per ora non ce n'è nessuna traccia: il primo è stato rinviato alla prossima Manovra di Bilancio; gli altri due sono spariti.

Non è sicuramente questa la radicalità che serve oggi per affrontare la crisi climatica. Sottoscriviamo in pieno le parole del Direttore Esecutivo di Greenpeace Italia, Giuseppe Onufrio: «quello varato oggi dal Consiglio dei Ministri sostanzialmente non è un decreto sul clima, dato che inciderà davvero molto poco sulla lotta all’emergenza climatica in corso, per cui occorrerebbero provvedimenti ben più radicali. Facciamo inoltre notare al governo che l’Italia non è all’avanguardia in fatto di contrasto ai cambiamenti climatici, come affermato nelle ultime ore da importanti esponenti di maggioranza».

Purtroppo la crisi climatica non può aspettare: solo 11 anni ci separano dal punto di non ritorno, secondo l'IPCC. La politica deve trattare questa crisi per quello che è, ovvero un'emergenza senza precedenti nella storia dell'umanità. E deve farlo adesso.

“Siamo qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no. Il vero potere appartiene alle persone.”

Greta Thunberg

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